
La costruzione di questo palazzo risale fra la fine del Settecento e l'inizio del secolo successivo.
Esso è legato alle vicende della nobile famiglia Gallina che assurse a particolare fama nella prima metà dell'Ottocento, quando Stefano fu nominato ministro delle finanze; di lui Carlo Alberto era solito dire che aveva una "Gallina" dalle uova d'oro. Per questo motivo gli fu conferito il titolo di conte.
Verso il 1840 Stefano Gallina fece ristrutturare in modo radicale l'intero edificio, trasformandolo in una splendida residenza di campagna. I lavori, eseguiti dal regio architetto Ernesto Melano, comportarono la sopraelevazione di un piano del vecchio fabbricato, e la sovrapposizione alla facciata preesistente di una nuova in stile neoclassico, molto bella e piacevole.
Sul frontale, in alto, spicca la scritta: "Deus nobis haec otia fecit" (Dio ci ha dato questo riposo), tratta dalle Bucoliche di Virgilio.
Le linee dell'intero edificio, e in particolare del lato sud, costituiscono un elemento architettonico di particolare richiamo, proprio nel cuore del centro storico di Marene, dove in poche decine di metri sono raccolti tutti gli edifici di maggiore interesse.
(Foto di Daniele Bergesio)