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Cappella di S. Giovanni in Bergamino

La parete dell'altare: rappresenta la Vergine con Gesù Bambino in braccio

La cappella di Bergamino venne fatta erigere nell'estate del 1602 dalla N.D. Violante Fissore di Bra, moglie dell'avvocato Francesco Galateri dei conti di Suniglia e Genola, a lato dei fabbricati dell'omonima tenuta di circa 200 giornate di terreno che nell'Ottocento appartenne ai Savoia-Carignano.

Dal 27 agosto al 7 settembre 1603 furono eseguiti gli splendidi affreschi, forse opera di allievi del celebre pittore saviglianese Giovanni Angelo Dolce, che ancora oggi ne ornano l'interno.

Particolarmente interessante è quello che copre tutta la parete dell'altare e rappresenta la Vergine con Gesù Bambino in braccio; a sinistra della Madonna vi è Maria Maddalena ed alla sua destra San Giovanni Battista, ai piedi del quale è ritratta la signora Violante Fissore in atto di venerazione. Sulla parete rivolta a nord un altro pregevole affresco raffigura i Santi Antonio Abate, Biagio vescovo di Sebaste, Pietro di Verona martire, e Rocco.

Con codicillo del 28 giugno 1604 la fondatrice della cappella legò a questa il palazzo ed i terreni delle cascine di Bergamino, e dispose che un sacerdote si stabilisse sul luogo con l'impegno di celebrare la messa ogni mattina e di officiare con altri due religiosi una messa solenne cantata il giorno di San Giovanni, il 24 giugno.

Archivio Comunale

Archivio comunale. Catasto Torretta, anno 1779. Rilievo planimetrico del complesso rurale di Bergamino da cui si deduce la disposizione dei fabbricati. Sul lato sud del cortile si ergevano il palazzo cinquecentesco in cui abitò il conte Giacomo Bergera e la piccola cappella di San Giovanni. Il cortile è racchiuso a nord e ad ovest dalle cascine Forno e Peschiera, tuttora esistenti. Davanti al palazzo si estendeva un ampio parco con piante secolari ed una grande peschiera.