
L'erezione del castello della Salza risale alla seconda metà del Duecento per l'iniziativa della nobile famiglia Saviglianese dei Gorena.
All'inizio del XIV secolo il maniero passò ai Cambiani e verso la metà del Cinquecento alla nobile famiglia dei Cravetta di Villanovetta, che ebbe in Ajmone, celebre giurista, l'esponente più illustre e noto. Alla fine di quest'ultimo secolo il castello fu sottoposto a radicali lavori di ristrutturazione e di ampliamento.
Nel 1630 i Cravetta ospitarono il cardinale Maurizio, figlio di Carlo Emanuele I, il re morto di peste a Savigliano.
Il castello nel 1799 rimase danneggiato dalle artiglierie francesi, durante le guerre napoleoniche. Con la scomparsa all'inizio del Novecento della famiglia Cravetta, il complesso passò ai marchesi Cuttica di Cassine e, successivamente, ai baroni Guidobono Cavalchini Garofoli.
L'originaria struttura medioevale in mattoni del lato di ponente, ben si inserisce con le graziose e raffinate linee del loggiato costruito nel Cinquecento che orna la facciata rivolta a levante. Al piano terra si ammira uno spazioso ed elegante porticato a quattro arcate su cui si apre una bella porta barocca; al primo ed al secondo piano vi sono due gallerie sovrapposte con arcate accoppiate in modo che ogni coppia di esse insiste su una delle arcate del piano terreno.
Il castello della Salza è impreziosito dalle splendide linee barocche dell'adiacente cappella attribuita al Vittone.
Rilievo planimetrico del catasto del 1779, da cui per la prima volta si ha una veduta d'insieme del complesso della Salza, costituita dal castello, da tre cascine e dalla bella cappella del Carmine.
Sul lato ovest del castello, fra il maniero e l'antica strada reale, vi era un bel giardino all'italiana, mentre sul lato ovest della strada si estendeva un ampio parco di alcune giornate di terreno.